Nico D'ascola | FAMILY DAY. D’ASCOLA E SACCONI: HA DIFESO LA COSTITUZIONE
1054
single,single-post,postid-1054,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.1.2,vc_responsive

FAMILY DAY. D’ASCOLA E SACCONI: HA DIFESO LA COSTITUZIONE

01 feb FAMILY DAY. D’ASCOLA E SACCONI: HA DIFESO LA COSTITUZIONE

“La giornata del Family day ha difeso l’unicita’ della famiglia eterosessuale, in quanto famiglia naturale fondata sul matrimonio. La sola riconosciuta dalla Costituzione, perche’ orientata alla procreazione, al mantenimento, all’istruzione dei figli e alla tutela della maternita’ e quindi unica a meritare i benefici e le provvidenze che la legge le destina e che non possono esserle sottratte, distraendole a vantaggio di ogni altro genere di unioni (artt. 29, 30 31 cost.)”. Lo affermano in una nota congiunta Maurizio Sacconi e Nico D’Ascola. “L’accusa di aver voluto eccedere i limiti di una soluzione che avrebbe potuto essere condivisa da tutte le forze politiche e’ pure confermata dalla norma che legittimerebbe le adozioni omosessuali. L’adozione realizza infatti il diritto di un bambino ad avere una famiglia e non certo la pretesa di una coppia omosessuale ad averne la disponibilita’. Peraltro l’art. 5 del ddl prelude alla creazione di una famiglia artificiale, analogamente a quanto fa l’orribile pratica dell’utero in affitto quanto alla maternita’ surrogata. Ci permettiamo di sottolineare che stiamo parlando da posizioni assolutamente laiche se pure nel malinteso, ma molto diffuso significato che si attribuisce a questo termine”. “E’ infatti un grossolano errore- proseguono Sacconi e D’Ascola- pensare che una questione di straordinario interesse possa essere presentata come un conflitto tra clericali e progressisti. Chiunque, ma soprattutto il mondo che si definisce laico non puo’ ritenersi disinteressato nei confronti di una drammatica rivoluzione legislativa che, se votata, inciderebbe profondamente sulla nostra societa’ trasformandola, ma soprattutto modificando gli assetti all’interno dei quali i nostri figli saranno costretti a vivere. Chi conosce la storia sa perfettamente che questa non si sviluppa per accrescimenti lineari, ma implica anche drammatiche involuzioni. Reclamare soltanto la categoria del diritto, ignorando quella dei doveri non necessariamente comporta un effettivo progresso sociale”. “Noi italiani- concludono i senatori- dovremmo saperlo, esperti come siamo degli effetti disastrosi, che non riusciamo ancora a riparare, di tante iniziative che, presentate come eccezionalmente positive e sicuramente migliorative, hanno invece distrutto la nostra societa’. Qui rischiamo una drammatica replica di errori gia’ commessi”.