Nico D'ascola | Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’ Ascola sulla sede della Agenzia Nazionale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie di Reggio Calabria
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Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’ Ascola sulla sede della Agenzia Nazionale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie di Reggio Calabria

19 giu Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’ Ascola sulla sede della Agenzia Nazionale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie di Reggio Calabria

BENI CONFISCATI. D’ASCOLA: A REGGIO CALABRIA L’ENTE DIVENTERÀ GESTORE (DIRE) Roma, 17 giu. – “Da presidente della Commissione Giustizia del Senato, insieme al mio gruppo parlamentare, mi sono da subito impegnato a presentare un emendamento per ristabilire la sede di Reggio Calabria come ‘secondaria in via esclusiva’”. Lo dichiara il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola nel corso di una intervista rilasciata ad Avvenire sulla sede dell’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alle mafie di Reggio Calabria. “Si tratta di un’iper- qualificazione. Vuol dire, in altri termini, che vi e’ un’ attivita’ di coordinamento con i vertici e non di subalternita’. L’intenzione attuale- prosegue D’Ascola- e’ di trasformare l’Agenzia in una diretta emanazione del Ministero dell’Interno. Questo comporta un innalzamento del profilo operativo passando a ben duecento unita’ assegnate definitivamente all’Agenzia dei beni confiscati. Lo Stato- continua il presidente- deve distribuire benessere, non poverta’ e disoccupazione. E per farlo bisogna, nel Mezzogiorno, “sfruttare” a pieno il patrimonio confiscato alle mafie. Cosi’ l’Agenzia da ‘ente fittizio’ passera’ ad essere soggetto gestore dei beni sottratti alla criminalita’ organizzata. Sinora vi era un monopolio degli amministratori giudiziari che, da professionisti privati, venivano incaricati dal giudice di gestire risorse ingenti, tra cui cospicui cespiti aziendali. Oggi, con la riforma in discussione, questa competenza potra’ essere attribuita direttamente anche ad un funzionario dell’Anbsc.Finalmente, quindi, verranno direttamente amministrati tutti quei beni aziendali confiscati alle mafie. I provvedimenti di sequestro e confisca devono diventare un’opportunita’ economica per la collettivita’, cosa che finora non avviene. Mi riferisco a tutte quelle aziende che, una volta finite tra le maglie della giustizia, ordinariamente cessano la loro attivita’. Questo vuol dire anzitutto perdita di posti di lavoro”. Sull’intervento di Monsignor Morosini per ‘difendere’ la sede nazionale dell’Anbsc a Reggio Calabria, il presidente aggiunge: “Monsignor Morosini ha pienamente ragione su un aspetto:sul territorio c’e’ un problema serissimo di rappresentanza politica. In realta’ si tratta di un’emergenza sociale: quante chance ha oggi un giovane di valore di emergere in politica, soprattutto al Mezzogiorno? Ancor meno se lo Stato disarticola i suoi avamposti istituzionali sulla dell’Agenzia di frontiera”. (Com/Vid/ Dire) 15:18 17-06-17 NNNN