Nico D'ascola | Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola è intervenuto all’incontro di FutureDem “Che il Mediterraneo sia – Storia del Mezzogiorno : conoscere il passato per costruire un futuro migliore” presso l’E’ Hotel.
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Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola è intervenuto all’incontro di FutureDem “Che il Mediterraneo sia – Storia del Mezzogiorno : conoscere il passato per costruire un futuro migliore” presso l’E’ Hotel.

31 lug Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola è intervenuto all’incontro di FutureDem “Che il Mediterraneo sia – Storia del Mezzogiorno : conoscere il passato per costruire un futuro migliore” presso l’E’ Hotel.

Nico D’Ascola:”Il Mediterraneo costituisce uno snodo importante delle politiche mondiali. Dobbiamo cominciare a capire che il problema dell’immigrazione è un problema globale, universale. Dobbiamo ricostituire lo Stato libico, perché senza una autorità statale al confine libico e soprattutto sulle coste ovviamente nulla sarà possibile dal punto di vista della organizzazione delle cose da fare. Su questo versante soffriamo di intralci di una Europa sempre più deludente. I toni soffici, intermedi non servono a comprendere sino in fondo la gravità dei problemi. La soluzione deve essere globale per risolvere i problemi di tutti e non solo i problemi del nord del mondo. La soluzione sta oltretutto nelle radici cristiane del Mediterraneo, nella solidarietà. Dobbiamo capire che questa gente va aiutata radicalmente, che la soluzione sta nella eliminazione delle disuguaglianze. Il nord del mondo deve mettere in bilancio se vuole risolvere un problema del quale altrimenti sarà vittima che si sta giocando il suo stesso futuro in un contesto di questo genere. Il problema è planetario. Dobbiamo dare una risposta in termini di solidarietà e di eliminazione delle disuguaglianze”. Sul porto di Gioia Tauro evidenzio che: ”Abbiamo una gestione tedesca della Europa per la maggior parte delle sue iniziative orientata soltanto a livello economico. Le politiche europee sono politiche egoistiche, miopi che centrano alcuni e sporadici aspetti dei temi economici, ma nessuno degli equilibri mondiali. L’Europa minimamente si propone come soggetto dell’agire politico e diplomatico mondiale. Tutela in maniera frammentaria interessi economici di alcuni Stati membri, soprattutto di quelli che ne hanno la direzione. Il porto di Gioia Tauro sarebbe la soluzione ideale dal punto di vista geografico delle rotte commerciali che vengono da Oriente, soprattutto dopo l’allargamento del canale di Suez. E’ il porto che le rotte mondiali del commercio si trovano immediatamente davanti, però sappiamo bene che per la tutela del porto tedesco di Amburgo e dei porti olandesi di Rotterdam e Anversa, in realtà quelle merci che dovrebbero essere scaricate a Gioia Tauro poi, vengono scaricate negli altri porti. Questo rientra nel contesto del conflitto perenne tra nord del mondo miope e sud del mondo assoggettato a scelte che vengono dall’alto e che non sono nemmeno messe in discussione. Se il Meridione avesse una sua fisionomia politica, avesse una vera classe politica, la questione del porto di Gioia Tauro dovrebbe essere posta al vertice delle questioni da risolvere, perché è un problema nazionale”.

 

 

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