Nico D'ascola | Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola nell’ambito della manifestazione “I Tesori del Mediterraneo” è intervenuto all’Area Ciccio Franco sul tema del Mediteranneo
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Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola nell’ambito della manifestazione “I Tesori del Mediterraneo” è intervenuto all’Area Ciccio Franco sul tema del Mediteranneo

28 ago Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola nell’ambito della manifestazione “I Tesori del Mediterraneo” è intervenuto all’Area Ciccio Franco sul tema del Mediteranneo

Nico D’Ascola:”Il Mediterraneo è importantissimo perché è commercio mondiale, si pone alla confluenza di Asia, Africa ed Europa. Nel nostro contesto territoriale il Mediterraneo significa innanzitutto porto di Gioia Tauro ma anche quello di Augusta che dall’ incremento del commercio, conseguente all’ allargamento del Canale di Suez, dovrebbero trarre un beneficio che non riescono a trarre perché i commerci mondiali che pur attraversano il Mediterraneo non hanno il Mediterraneo come destinazione perché lo attraversano per poi passare l’Atlantico e giungere ai porti olandesi ma in realtà commercialmente tedeschi di Rotterdam e al porto, integramente tedesco, di Amburgo. Una questione che non è limitata agli interessi della Regione Calabria ma che riguarda la posizione italiana nel contesto europeo e la necessità di far comprendere che accanto alla tutela degli interessi tedeschi che costano 11 giorni di navigazione in più rispetto a quello che potrebbe determinatasi nel caso in cui fosse il porto di Gioia Tauro lo scalo di destinazione dei traffici internazionali e questo per comprendere come l’Italia e conseguentemente la nostra Regione rimanga fortemente penalizzata. L’Italia rischia di diventare una piccola questione meridionale nel contesto europeo trasferendosi a livello nazionale quella che sino ad oggi è stata purtroppo una peculiarità negativa del Meridione perché assistiamo, proprio in riferimento alle vicende che si svolgono attorno al Mediterraneo, ad una emarginazione dell’Italia rispetto ad interessi che sono sempre più a guida tedesca e francese”.