Nico D'ascola | Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola sul Rapporto 2017 sull’economia del Mezzogiorno elaborato da Svimez
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Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola sul Rapporto 2017 sull’economia del Mezzogiorno elaborato da Svimez

08 nov Il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola sul Rapporto 2017 sull’economia del Mezzogiorno elaborato da Svimez

SUD. INTERVISTA, D’ASCOLA (AP): INTERVENTI MIRATI E VALORIZZAZIONE RISORSE

SUD. INTERVISTA, D’ASCOLA (AP): INTERVENTI MIRATI E VALORIZZAZIONE RISORSE (DIRE) Reggio Calabria – “La crescita economica puo’ verificarsi nel Mezzogiorno con maggiori possibilita’ di successo di quanto possa venire al Nord del Paese proprio perche’ al Sud c’e’ tale poverta’ che la crescita e’ piu’ facile perche’ e’ tutto da ricreare. La crescita economica non dipende da un capriccio, ma da una sapiente opera degli amministratori regionali, degli enti locali, dei Comuni, grazie alla capacita’ di selezionare le cose che sono piu’ utili”. Cosi’ all’agenzia Dire il senatore calabrese Nico D’Ascola (Ap), presidente della commissione giustizia del Senato, commenta il Rapporto 2017 sull’economia del Mezzogiorno elaborato da Svimez. “Gli interventi mirati – ha aggiunto D’Ascola – vanno preceduti da un’attenta analisi di cio’ che effettivamente serve per produrre ricchezza. Su questo versante la Regione Campania (+2.4%) leggendo il report Svimez ha fatto le cose migliori. La Calabria si e’ fermata al (+0.9%). Il problema quindi e’ quello di individuare gli interventi piu’ utili ed evitare finanziamenti a pioggia che sono niente altro che una perdita secca di denaro pubblico”. “Dobbiamo rimettere in moto la piccola economia, quella molto diffusa, legata anche agli aiuti comunitari dell’Europa, che pero’ vanno rivisti nelle modalita’ di erogazione. Spesso – ha sottolineato D’Ascola – finiscono a chi i soldi li ha gia’, ad imprese di grandi dimensioni e con risorse patrimoniali consistenti. SUD”.  Altro tema per D’Ascola e’ quello dello spopolamento che si associa al rischio poverta’. “Se la gente non trova nulla nei propri contesti territoriali, le risorse per una vita dignitosa, e’ portata ad andare via. Questo congiuntamente anche ad altri fattori, quali la mancanza di infrastrutture di collegamento. Penso ai piccoli centri rurali della Calabria e ai borghi contadini”. Ma i rischi di spopolamento sono evitabili cosi’ come e’ possibile favorire un incremento occupazionale e di attivita’ economiche. “Recentemente – ha ricordato il senatore – in un piccolo paesino dell’Aspromonte, Canolo (RC), abbiamo inaugurato un ‘agri-asilo’ pensato con l’idea di fare abituare e innamorare i piu’ piccoli al contesto in cui si nasce, in questo caso la campagna”. Un “piccolo esempio” questo che spiega che e’ “possibile avere una vita dignitosa e preferibile anche rispetto alle grandi metropoli o i centri urbani, dove spesso chi parte dalla campagna va a finire magari nelle periferie. Con l’utilizzo dell’agricoltura e dell’istruzione, invece, si puo’ produrre reddito e quindi economia”. E dall’esperienza dell’agri-asilo si puo’ partire per pensare di creare anche nuova occupazione giovanile, con insegnanti, pedagogisti, assistenti sociali. Tutto va accompagnato, pero’, da una serie di interventi strutturali di collegamento. “Per arrivare a Canolo – ha dichiarato il politico – abbiamo dovuto utilizzare un fuoristrada e questo non va bene. Ecco quindi le due cose: programmazione intelligente degli interventi da parte delle istituzioni e valorizzazione delle risorse della propria terra. Due elementi – ha concluso D’Ascola – che potrebbero invertire la tendenza allo spopolamento e alla poverta’”