Nico D'ascola | IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO NICO D’ASCOLA SULLA LEGITTIMA DIFESA
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IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO NICO D’ASCOLA SULLA LEGITTIMA DIFESA

17 feb IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO NICO D’ASCOLA SULLA LEGITTIMA DIFESA

L’ampliamento dei limiti di applicazione della legittima difesa costituisce una esigenza socialmente molto avvertita. Il senso di insicurezza molto diffuso soprattutto  nelle moderne società occidentali  spinge l’opinione pubblica in questa direzione. Se cresce la esposizione a pericoli che minacciano la vita, la incolumità e il patrimonio dei cittadini è conseguenziale che costoro reclamino di potersi difendere senza rischiare il paradosso di dovere rispondere davanti al giudice penale di una condotta necessitata. Né la difesa legittima si pone in contrasto con il principio secondo il quale è lo Stato che deve provvedere alla tutela dei diritti e degli interessi fondamentali dei cittadini. Infatti di legittima difesa può parlarsi solo allorquando, per le più disparate, contingenti e imprevedibili circostanze, lo Stato non può provvedere direttamente alla  tutela dei cittadini da pericoli non altrimenti evitabili. E’ chiaro pertanto che il legislatore deve registrare queste pressanti e prevalenti istanze della società, traducendole in norme. Tuttavia, rimettere ai privati l’uso di armi o di altri mezzi di difesa non può avvenire incondizionatamente, data l’enorme rilevanza dei beni giuridici in gioco. E’ per questa ragione che l’ampliamento di scriminanti come la legittima difesa implica il rispetto di delicatissimi equilibri tra beni contrapposti. Sul complementare e connesso settore delle armi, per meglio dire della disciplina della detenzione, porto, uso e collezione di queste ultime, si deve osservare quanto segue. Le armi, se legittimamente detenute o portate, possono contribuire alla sicurezza dei cittadini ovvero a rendere piacevole il loro tempo libero se oggetto di attività sportive o venatorie. Tuttavia, il senso di sicurezza comporta un serio ed efficace controllo anche sulle condizioni psichiche di coloro i quali sono autorizzati ad usarle. Se si vuole provvedere alla tutela della pubblica incolumità ed evitare drastiche  tendenze alla restrizione di un settore molto importante della nostra economia, conseguenti a gravi fatti di sangue.

E’ per queste concomitanti ragioni che ho pensato ai due disegni di legge che di seguito pubblico. Mi farebbe piacere se su questi delicati temi voi prendeste posizione anche per verificare quale è il reale livello di condivisione di simili iniziative legislative. Grazie a tutti.

Nico D’Ascola

 

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