Nico D'ascola | Il presidente Nico D’Ascola al convegno “Giustizia tra efficienza e garanzie” organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati presso la Camera di Commercio di Catanzaro
1970
single,single-post,postid-1970,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.1.2,vc_responsive

Il presidente Nico D’Ascola al convegno “Giustizia tra efficienza e garanzie” organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati presso la Camera di Commercio di Catanzaro

04 dic Il presidente Nico D’Ascola al convegno “Giustizia tra efficienza e garanzie” organizzato dall’Associazione Nazionale Magistrati presso la Camera di Commercio di Catanzaro

(ANSA) – CATANZARO, 2 DIC – “Occorre un testo legislativo sullo scioglimento delle amministrazioni locali che recuperi il rapporto con la cittadinanza. I cittadini non possono essere abbandonati dopo che abbiamo sciolto i comuni”. Lo ha detto il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nico D’Ascola, di Ap, parlando con i giornalisti a margine del secondo giorno di lavori del convegno “Giustizia, tra efficienza e garanzie”, organizzato a Catanzaro dalla componente di Unicost dell’Associazione nazionale magistrati. Secondo D’Ascola, l’attuale norma approvata nel 1991 “non colpisce le eventuali responsabilità dei dirigenti, non assicura il contraddittorio e non prevede provvedimenti intermedi. Ci possono essere delle situazioni – ha spiegato – in cui l’infiltrazione è dubbia o è limitata, in questi casi si potrebbe pensare a disposizioni che prevedano forme di controllo dell’attività politica. Senza arrivare allo scioglimento si potrebbe inserire nell’amministrazione dei soggetti del ministero dell’Interno che monitorino ciò che avviene nell’ente, a quel punto avrebbero anche maggiore capacità di accertare l’effettiva infiltrazione ma anche decidere se necessario un provvedimento più ampio, ossia lo scioglimento”. “Si potrebbe prevedere – ha concluso il senatore – la formazione di una squadra di prefetti, viceprefetti, commissari che siano davvero capaci di amministrare e di garantire presenza costante sul territorio”.

 

 

(AGI) – Catanzaro, 2 dic. “L’infiltrazione mafiosa puo’ avvenire non solo attraverso il veicolo della politica ma anche sul crinale della dirigenza degli enti territoriali: questa e’ una lacuna della legge, perche’ si elimina la rappresentanza politica ma non si interviene sui dirigenti”. Lo ha affermato il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nico D’Ascola, a proposito della legge sugli scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. “Ci sono poi carenze che – ha aggiunto – riguardano la procedura: intanto non e’ garantito il contraddittorio, in violazione quindi dell’articolo 111 Costituzione. Poi non ci sono provvedimenti intermedi, nel senso che si arriva allo scioglimento punto e basta mentre invece ci possono essere casi di infiltrazione dubbia o limitata: rispetto a questi casi – ha rilevato ancora il presidente della Commissione Giustizia del Senato – si potrebbero prevedere disposizioni analoghe a quelle recentemente introdotte nel Codice antimafia, come forme di controllo dell’attivita’ politica, lasciando in carica la componente politica ma mettendo dentro a esempio soggetti espressione del ministero dell’Interno, che verificano se un’infiltrazione eventualmente c’e’ e se e’ il caso di arrivare al provvedimento di scioglimento o alla restituzione delle ordinarie attivita’ politiche”. Secondo D’Ascola “ovviamente in questa legislatura non c’e’ piu’ tempo per ridiscutere della legge sugli scioglimenti, ma in futuro, seguendo queste direttrici, si puo’ riuscire a fare un testo legislativo molto serio che recuperi anche un rapporto con i cittadini, perche’ – ha concluso il presidente della Commissione Giustizia del Senato – dobbiamo sciogliere i Comuni ma non possiamo abbandonare i cittadini”. (AGI) Red/Adv 021322 DIC 17 NNN

 

 

24174324_374320786313280_2448285578334817210_n