Nico D'ascola | Il presidente Nico D’Ascola al XIX Congresso Nazionale F.A.R.E
1907
single,single-post,postid-1907,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,,wpb-js-composer js-comp-ver-4.1.2,vc_responsive

Il presidente Nico D’Ascola al XIX Congresso Nazionale F.A.R.E

13 ott Il presidente Nico D’Ascola al XIX Congresso Nazionale F.A.R.E

La politica è sovraordinata al diritto perché lo crea.

Tuttavia il diritto rivela una base etica dal momento che è costruito intorno a valori, deve riscuotere il consenso dei cittadini, risultando condivisibile. È per questa ragione che il diritto, malgrado la sua sottomissione alla politica in un certo senso ribalta tale rapporto imponendo alla politica limiti di natura etica.

Di questi limiti è una chiara esemplificazione l’art. 3 della nostra Costituzione nella parte in cui impone alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena realizzazione della persona umana.

La sanità come il diritto rivela una sua chiara base etica.

Infatti la tutela della salute dei cittadini costituisce un bene di interesse collettivo da contestualizzare alle diverse variabili di natura epidemiologica, demografica e sociale. Ciò tuttavia nella ricerca della cura più appropriata per il paziente, la efficacia e la l’efficienza del sistema sanitario.

È ovvio, di conseguenza, che non possono esistere regole generali di distribuzioni delle risorse in sanità, ma che queste regole devono essere, per l’appunto, contestualizzate nel ricercare le forme migliori di tutela della salute dei cittadini.

In conclusione, la politica e il diritto devono assecondare il raggiungimento di questo superiore interesse che la nostra Costituzione disciplina all’articolo 32.

congresso-fare-2017