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MEDICI. NUOVO CODICE DEONTOLOGICO, D’ASCOLA (NCD): LO APPROVO

31 mar MEDICI. NUOVO CODICE DEONTOLOGICO, D’ASCOLA (NCD): LO APPROVO

(DIRE) Roma, 30 mar. – “Le norme che colpiscono maggiormente sono
quelle sulla medicina potenziativa ed estetica. In merito a
quest’ultima, in particolare, nel nuovo codice c’e’ una
regolarizzazione della stessa riguardo all’utilita’ clinica
dell’intervento e alla circostanza che non si possano promettere
da parte del sanitario soluzioni illusorie agli assistiti”
afferma il senatore Nico D’Ascola, componente della Commissione
giustizia del Senato e professore ordinario di diritto penale
alla Facolta’ di Giurisprudenza dell’Universita’ Mediterranea
Reggio Calabria, interpellato dalla DIRE in merito alle novita’.
Per quanto riguarda la medicina potenziativa, sottolinea, “si
tratta di una frontiera nuova: e’ quella medicina che non e’
volta ad eliminare una causa patologica ma a potenziare
l’efficienza psico-fisica. Un settore, questo, che era del tutto
privo di regolamentazione e che riconosce anche un’attitudine
delle cure mediche come quelle per l’appunto potenziative”.
D’Ascola parla a margine del convegno patrocinato dall’ Ordine
dei medici e dalla Provincia di Reggio Calabria che si svolge
nella sala Biblioteca dell’istituzione locale.
“Un altro aspetto del nuovo codice di particolare rilievo-
prosegue D’Ascola- e’ una disposizione contenuta nell’articolo
79, che introduce criteri etici nel rapporto tra medico e
servizio sanitario nazionale. Quindi l’obbligo per il sanitario
di orientare la propria condotta nel rispetto dello stesso Ssn
per come regolamentato dallo Stato: il medico, secondo tale
disposizione, deve orientare il proprio comportamento in maniera
conforme a quella che e’ la fisionomia del servizio sanitario del
Paese. E cio’ anche sul versante del risparmio economico: per
cui- sottolinea il componente della Commissione giustizia del
Senato- per l’assistenza medica deve pur sempre tener conto del
Ssn”.
Il ministero ha nominato una commissione
consultiva sulla medicina difensiva. Nel nuovo codice dentologico
se ne parla? “Che richiami specificatamente la medicina difensiva
no, perche’ e’ una patologia. Ma la disposizione citata, vale a
dire la condotta del medico orientata al rispetto dei principi
sui quali si regge il Servizio sanitario nazionale e l’idea di un
intervento terapeutico, riabilitativo, preventivo rispettoso
anche dei limiti di spesa, dice molto sul versante della medicina
difensiva. Una medicina, quella difensiva, eccessiva e funzionale
a sottrarre il medico a possibili contestazioni di
responsabilita’ sia nel diritto civile sia in quello penale che
costa molto allo Stato. La norma che ho citato, quella
dell’articolo 79 del codice deontologico, gia’ dice molto in
merito a questa materia: il medico non puo’ ordinare accertamenti
costosissimi senza che vi sia alla base un’indicazione patologica
che li giustifichi”.
Soddisfatto del nuovo codice? “È difficile dare un giudizio-
risponde D’Ascola- ma certamente e’ un codice ricco di novita’
importanti che vanno anche in direzione della tutela della
salute. Sono frequenti infatti le disposizioni che attivano
l’obbligo di una tutela effettiva e di un consenso realmente
informato: il medico deve ispirarsi al principio di precauzione e
di proporzionalita’ nell’indicazione per esempio delle terapie
necessarie. Il principio di proporzionalita’ e’ importante: la
prestazione sanitaria deve essere proporzionata alla gravita’
della patologia. Oppure pensiamo al versante delle indagine che
vengono preposte, visto che poi si scaricano sul Servizio
sanitario nazionale. Insomma, in linea generale- conclude- il mio
giudizio e’ certamente positivo”.
(Carlotta Di Santo/ Dire)