Nico D'ascola | Nico D’Ascola (Ap):”Omicidio stradale diventa una fattispecie automa”
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Nico D’Ascola (Ap):”Omicidio stradale diventa una fattispecie automa”

18 apr Nico D’Ascola (Ap):”Omicidio stradale diventa una fattispecie automa”

COMUNICATO STAMPA

Melito Porto Salvo, 16 4 2016

 

“Si è costruito l’omicidio stradale cosiddetto nelle forme della fattispecie autonoma. Nel passaggio dalla vecchia disciplina all’ attuale, se si dovesse indicare un dato identificativo e distintivo della volontà legislativa,  si dovrebbe comprendere l’affermazione che dalla figura dell’ omicidio colposo aggravato, quindi tale da comportare un rischio di bilanciamento delle circostanze aggravanti eventualmente neutralizzabili per la presenza di circostanza attenuanti, si è passati alla figura dell’omicidio stradale autonomo, perché ciò impedisce il giudizio di bilanciamento non essendo ipotizzabile, perché tra l’altro si tratterebbe di una procedura incostituzionale, il bilanciamento di una componente costitutiva di una figura autonoma, ossia di un fatto di reato non più caratterizzato dalla presenza di circostanze, ma tale da costituire una figura autonoma”. Lo dichiara il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nico D’Ascola, nel corso del suo intervento al convegno organizzato dalla Fidapa sull’omicidio stradale. “Adesso è un reato che può arrivare fino a 18 anni di reclusione nel caso in cui concorrano ulteriori circostanze aggravanti. Come ipotesi base, quindi come reato autonomo, è disciplinato prevedendo pene che sono cospicue e che possono arrivare fino a 10 – 12 anni a secondo della diversa strutturazione della fattispecie. L’assunzione di droga ovvero di alcool, inoltre,  comporta la possibilità di ipotizzare che l’ elemento soggettivo non sia più la colpa, ma la cosiddetta sconsideratezza, ossia un elemento soggettivo intermedio tra il dolo e la colpa che ricorre tutte le volte in cui il soggetto abbia creato in maniera addirittura volontaria, come ipotesi di base, una situazione di pericolo del tutto intollerabile. Una situazione di pericolo- conclude D’Ascola –  dalla quale è prevedibile il verificarsi di fatti gravemente dannosi nei confronti degli altri cittadini”

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