Nico D'ascola | Scuola di cultura politica: la lezione del prof. Mario Caliugiuri sull’ Intelligence
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Scuola di cultura politica: la lezione del prof. Mario Caliugiuri sull’ Intelligence

08 apr Scuola di cultura politica: la lezione del prof. Mario Caliugiuri sull’ Intelligence

 

Il secondo modulo del corso 2016-2017 della Scuola di cultura politica organizzata dall’ISESP con la collaborazione del DiGiEc dell’Università Mediterranea è proseguito con la conferenza del prof. Mario Caligiuri, Straordinario di Pedagogia generale all’Unical. Il professore è intervenuto  sul tema “Di cosa parliamo quando parliamo di Intelligence”: ”Le nuove sfide comportano che la lotta  si combatterà soprattutto sul  web ed è necessario per gli Stati che vengano adottate politiche di sicurezza per fare fronte ai nuovi pericoli. In questo ambito, i servizi segreti hanno un ruolo fondamentale, in quanto unico strumento per distinguere le informazioni e contrastare il terrorismo e la criminalità organizzata. Lo scambio di informazioni diventa dunque rilevante.  L’utilizzo del mezzo tecnologico è sempre più diffuso e consente alle organizzazioni criminali ed ai terroristi di organizzarsi. Inoltre, le trasformazioni della società comportano un cambiamento dell’intelligence rispetto al passato”. Presente all’incontro Raffaele Cananzi, presidente dell’ISESP che ha evidenziato l’importanza del percorso della Scuola di cultura politica. Ha moderato, Daniele Cananzi, coordinatore scientifico della Scuola:”Il tema dell’ intelligence va svelato in tutta la sua portata culturale. Intanto, evidenziando come di intelligence di debba parlare a più strati diversi che vanno dall’attività di comprensione del reale che svolge ciascuno individuo a quella che le istituzioni e gli Stati sono chiamati a svolgere. Poi, si può distinguere una intelligence legata allo Stato autoritario e moderno, quello che ha bisogno della segretezza e che usa l’ intelligence per proteggere se stesso, dallo Stato di diritto costituzionale nel quale l’esigenza di chiarezza sostituisce il bisogno di segretezza e la menzogna del potere è sostituita con il desiderio di verità. E’ con riferimento a questo secondo modello che l’ intelligence diventa una questione culturale e che, come tale, va a riguardare non più solamente  il potere costituito ma anche il singolo cittadino. E il passaggio dal primo al secondo modello si ha con l’affermarsi dell’autonomia del diritto rispetto alla politica”. E’ intervenuto il  presidente della Commissione Giustizia del Senato e direttore della Scuola Nico D’Ascola:” L’intelligence è un tema poco conosciuto, ma è uno snodo cruciale nella società del terrore. Gli attentati che intenzionalmente colpiscono   cittadini inermi che si trovano per strada diffondono il terrore e creano nell’opinione pubblica  la convinzione,per altro fondata, che chiunque può essere vittima, indipendentemente da contesti che riguardano la lotta al terrorismo”.